Dubbi sulla pentatonica? Ecco risposte alle domande frequenti

Noi di impararelachitarra.com siamo più carichi che mai, e stiamo per tornare ed inaugurare l’anno con un grandissimo corso, che uscirà a breve…

Lo abbiamo chiamato PENTATONIC MASTERY, in cui analizzeremo dalle basi all’improvvisazione sulla scala pentatonica!

E’ qualcosa sicuramente da non perdere perché, ad un prezzo veramente ridicolo, potrai assistere a circa 40 video-lezioni, che ti aiuteranno a diventare esperto e a dominare la pentatonica per creare riff ed improvvisare!

Ma su questo, torneremo più avanti, indicando ulteriori dettagli…

Quello che vi vogliamo proporre oggi, è un piccolo e succoso “antipasto” di tutto ciò che potrete trovare online, una serie di frequenti domande sulla pentatonica (F.A.Q.) spiegate dal punto di vista teorico, in attesa di andarle a sviscerare molto meglio anche sotto l’aspetto pratico con il video-corso!

E allora, cominciamo!

CHE COS’E’ UNA SCALA PENTATONICA?

La tanto decantata scala pentatonica, altro non è che una scala musicale che, anziché essere composta dalle classiche sette (o dodici…) note, è formata in realtà solamente da cinque suoni.

Se, ad esempio, prendete la tastiera di un pianoforte, scoprirete che i tasti neri (Solb, Lab, Sib, Reb, Mib), formano una perfetta scala pentatonica.

La sua peculiarità, è il fatto di essere anemitonica, ovvero priva di intervalli di semitono: mentre, per esempio, in una scala maggiore lo schema da seguire è Tono-Tono-Semitono-Tono-Tono-Tono-Semitono, nella scala pentatonica è presente soltanto l’intervallo di un tono tra una nota e l’altra.

Un ulteriore caratteristica fondamentale della scala pentatonica, è il fatto che, come vedremo, ciascuna nota può essere sia nota finale che tonica della scala stessa.

COME SI COSTRUISCE UNA SCALA PENTATONICA?

Per costruire una scala pentatonica, di solito, si parte dal famoso circolo delle quinte, utilizzando cinque note consecutive.

Come funziona, in breve, il circolo delle quinte?

Partendo, ipoteticamente, dalla nota di Do, si prende la quinta del Do, quindi Sol, poi la quinta di Sol, pertanto Re, successivamente ancora la quinta di Re, il La ed infine la quinta di La, il Mi.

Ecco quindi che mi ritroverò ad avere una scala formata dalle note Do, Sol, Re, La, Mi, che, riordinate, formano la pentatonica “maggiore” di Do (successivamente vedremo la differenza con la pentatonica “minore”): Do, Re, Mi, Sol, La.

Un altro metodo per costruire la pentatonica, sicuramente altrettanto valido, è quello di contare i gradi della scala, partendo da una nota fondamentale.

I gradi della scala maggiore che formano la pentatonica sono il primo, il secondo, il terzo, il quinto ed il sesto.

Ecco quindi che, nel caso della scala pentatonica di Do, avrò il Do (I°grado), il Re (II°grado), il Mi (III°grado), il Sol (V°grado) e il La (VI°grado).

Di fatto, quindi, la scala pentatonica maggiore è una scala maggiore a cui sono sottratti il quarto ed il sesto grado.

Le scale pentatoniche minori, invece, sono costruite su una scala minore naturale priva però del secondo e del sesto grado.

La cosa importante da osservare, è il fatto che le note sono le stesse della relativa maggiore: ad esempio la pentatonica minore di Si, è formata dalle stesse note della pentatonica maggiore di Re, partendo però ovviamente dalla nota Si.

COME SI SUONA SULLA CHITARRA?

Per suonare la pentatonica sulla chitarra, sono presenti varie diteggiature, che svilupperemo poi in maniera approfondita nel video-corso, che vi ricordiamo di non perdere assolutamente.

La diteggiatura sicuramente più “classica” ed utilizzata, nel caso delle cosidette pentatoniche minori, è quella 1-4, 1-3, 1-3, 1-3, 1-4, 1-4, partendo dalla fondamentale della scala, da trovare sulla sesta corda.

Nel caso, ad esempio, della pentatonica minore di Fa#, con lo schema precedentemente riportato, si suonano Fa# e La sulla sesta corda, Si e Do# sulla quinta, Mi e Fa# sulla quarta, La e Si sulla terza, Do# e Mi sulla seconda e Fa# e La sulla prima.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA UNA PENTATONICA MINORE E UNA MAGGIORE?

Nella scala pentatonica indubbiamente è abbastanza complessa la distinzione tra maggiore e minore, proprio per il fatto che, come dicevamo prima, ogni nota della scala può anche essere considerata la nota finale.

Nel caso della pentatonica considerata “maggiore”, abbiamo già visto prima come sia possibile aiutarsi con il circolo delle quinte per creare la scala.

Potremmo definire la pentatonica maggiore formata da una terza maggiore tra i primi tre suoni e risulta molto simile alla classica scala maggiore, senza però il quarto ed il settimo grado.

Allo stesso modo, la scala pentatonica definita “minore”, avrà le stesse note della relativa maggiore.

La scala partirà ovviamente dalla tonica di riferimento: nel caso quindi della pentatonica minore di La, le note saranno le stesse della maggiore di Do, con la scala che partirà però dal La e quindi avremo La, Do, Re, Mi, Sol, in cui tra il primo e il terzo suono è presente invece una terza minore.

Come si può facilmente notare, nel caso delle pentatoniche minori, sono assenti il secondo ed il sesto grado, in questo caso Si e Fa.

IN QUALI GENERI MUSICALI VIENE UTILIZZATA?

E’ estremamente usata in un sacco di culture e generi musicali differenti, tanto da renderla, a tutti gli effetti, una delle scale musicali più utilizzate dai chitarristi di tutto il mondo, anche quando è il momento di improvvisare un riff o un assolo.

La si può trovare in generi che spaziano dal folk, alla musica africana, fino a toccare quelli più vicini a noi, quindi soprattutto blues e rock, senza scordare il pop.

Moltissimi sono poi i chitarristi che l’hanno utilizzata in brani celebri, a partire da Jimi Hendrix, passando poi per Slash, Angus Young e tantissimi altri.

COME E’ POSSIBILE AUMENTARE LA VELOCITA’?

Il segreto che sta dietro l’aumento della velocità di una qualunque tipologia di scala, è sempre il graduale esercizio ripetuto.

Questo, infatti, ha la duplice funzione di innalzare le vostre abilità tecniche e, soprattutto, di permettervi di consolidare nel tempo quanto avete appreso, senza il rischio di riuscire a fare bene immediatamente un esercizio, per poi non essere già più in grado di ripeterlo il giorno successivo.

E’ fondamentale, infatti, dare la possibilità al nostro cervello di immagazzinare quanto abbiamo appreso e, per fare questo, ovviamente, c’è bisogno di un po’ di tempo e di una certa gradualità.

Un fedele compagno di viaggio per aumentare la velocità di esecuzione della vostra pentatonica può essere, indubbiamente, il metronomo.

Cominciate il lavoro utilizzando una velocità in cui la scala vi viene bene, in modo sciolto e sicuro, e settate il metronomo sui bpm corrispondenti.

Datevi poi degli obiettivi raggiungibili: magari provare ad aumentare la velocità di 5 bpm ogni giorno, o ogni due giorni.

Facendo le cose step by step, ed in modo graduale, vedrete che, grazie alla metabolizzazione dell’esercizio, in poco tempo sarete in grado di fare grandissimi passi avanti.

Nel video corso PENTATONIC MASTERY abbiamo inserito esercizi per migliorare la tecnica e la velolcità sulla pentatonica.

CI SONO DEI METODI UTILI PER LA MEMORIZZAZIONE?

Per memorizzare facilmente una scala pentatonica, maggiore o minore che sia, si possono utilizzare due metodi estremamente utili: il primo, consiste nel dimenticarsi, in un certo senso delle note, ma ragionare solamente per posizione delle dita sui tasti della chitarra.

Ci spieghiamo meglio. Sappiamo che il box, per esempio, di una pentatonica minore, partendo dalla sesta corda, è il seguente:

1-4
1-3
1-3
1-3
1-4
1-4

Traducendo questa diteggiatura nei nomi della dita della mano, può diventare:

Sesta corda: indice-mignolo
Quinta corda: indice-anulare
Quarta corda: indice-anulare
Terza corda: indice-anulare
Seconda corda: indice-mignolo
Prima corda: indice-mignolo

Ecco che allora, in questo caso, diventa facile ricordarsi quale dita utilizzare per suonare una pentatonica minore: ci basterà usare le dita che abbiamo scritto sopra, in corrispondenza delle rispettive corde, per aver suonato facilmente una pentatonica.

Questo sistema, potrà essere ripetuto anche per qualunque altro “box” di esecuzione della pentatonica: dimenticandoti delle note che stai suonando, concentrati solo sulle dita che utilizzi e vedrai che il gioco sarà presto fatto!

Un altro metodo efficace è sicuramente quello di ragionare attraverso i fraseggi sulle varie forme della pentatonica: utilizzare le stesse coppie di dita, che suonano lo stesso intervallo, in due differenti punti della tastiera.

Per esempio i due intervalli con cui inizia la pentatonica minore di Si, ovvero Si-Re e Mi-Sol, possono essere suonati sia sulla quinta e quarta corda, alla seconda posizione, nella prima forma, sulla terza e seconda corda, in quarta posizione, che chiameremo seconda forma, sulla sesta e quinta corda, in settima posizione (terza forma), sulla quarta e terza corda, nona posizione (quarta forma), e infine in dodicesima posizione, sulla seconda e prima corda (quinta forma).

COME SI PUO’ PASSARE DA UN BOX ALL’ALTRO?

Un modo molto utile per memorizzare una scala pentatonica, a prescindere da quale essa sia, è quello di ragionare per “box” o per “forme”: ogni scala, infatti, si può riprodurre in più posizioni della tastiera.

Chiara dimostrazione, ne è per esempio, la pentatonica di Do (ma potremmo citarne davvero una qualsiasi), che si può suonare in terza posizione, partendo dalla corda di La, in quinta posizione, partendo dalla corda di Sol e in ottava posizione, iniziando invece dalla corda di Mi grave.

Un altro consiglio sicuramente importante, è quello di memorizzare molto bene le note sulla tastiera della chitarra: essere immediatamente in grado di riconoscerle, senza doverci pensare troppo.

Esistono dei trucchi a tal proposito, e molto presto dedicheremo un articolo proprio a questi piccoli “espedienti” utili ad avere un’immediata visione globale della tastiera.

Conoscendo bene i punti nei quali si suonano determinate note, sarai senz’altro facilitato ad imparare non solamente la pentatonica, ma qualunque altro tipo di scala, in qualunque posizione!

PERCHE’ E’ COSI’ FONDAMENTALE IMPARARLA?

Ryan Roxie, famosissimo chitarrista, ha definito la pentatonica: “La scala con la quale il chitarrista lascia l’impronta digitale del suo stile.”

Basta questa incisiva frase, probabilmente, a far capire quanto questa tipologia di scala sia davvero fondamentale per un chitarrista: diciamo che, in un certo senso, potremmo considerarla una sorta di chiave che apre poi molte altre porte.

Grazie ad essa, infatti, è possibile lanciarsi più sicuri nel mondo dell’improvvisazione, acquisire ulteriore sicurezza dal punto di vista tecnico ed avere la possibilità di riuscire a spaziare attraverso moltissimi generi musicali, come abbiamo precedentemente visto.

Praticamente, è una sorta di password di accesso universale al linguaggio chitarristico che, una volta imparata a fondo, rischierà di cambiare e stravolgere completamente il vostro approccio con la chitarra.

Quindi, se ti interessa capire i segreti della scala pentatonica, il suo reale uso nell’improvvisazione, controlla il sito a giorni ci saranno tutti idettagli del nuovo video-corso PENTATONIC MASTERY, che a breve sarà disponibile online!

Continua a seguire il nostro blog, arriveranno molto presto ulteriori aggiornamenti!!

Siamo arrivati alla fine! Ti è piaciuto questo contenuto? C’è qualcosa che vuoi farci sapere? Inviaci domande, dubbi o curiosità nei commenti qui sotto!

Torna a trovarci presto su impararelachitarra.com per tanti contenuti sulla nostra piùgrande passione: la chitarra!

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