Suonare la chitarra in quarantena: 10 canzoni straniere da riscoprire

Ciao a tutti ragazzi, come state? Noi speriamo di cuore vada tutto bene, sappiamo che questi non sono giorni affatto facili e siamo tutti chiamati a enormi sacrifici.

Certo, essere costretti in casa durante il giorno, dover rinunciare al lavoro, ma anche a ogni forma di svago, come la palestra, gli aperitivi e le uscite nel weekend, è davvero durissima, ma noi di impararelachitarra.com ci teniamo a lanciare il solito messaggio: state in casa!!

Del resto, se ci pensate bene, ci sono una marea di cose che si possono riscoprire tra le mura domestiche e inoltre noi chitarristi abbiamo la fortuna di avere una passione che ci consente di non muoverci di un millimetro dal divano: cosa chiedere di più, in tempi di quarantena come questi?

Se ci avete fatto caso, la scorsa settimana abbiamo pubblicato un articolo, dal titolo “La chitarra in quarantena: 10 canzoni italiane da riscoprire”: ebbene, questo vuole essere solamente il primo di una serie di “episodi” pensati per cercare di far passare più velocemente questo tempo che adesso sembra infinitamente largo, mettendolo a frutto in una maniera chitarristicamente costruttiva.

Il secondo episodio della serie “La chitarra in quarantena” è incentrato sulle canzoni straniere: la settimana scorsa avevamo trovato 10 brani italiani che secondo noi valeva decisamente la pena di riscopire e anche questa volta ci siamo cimentati nella stessa identica sfida.

10 canzoni straniere, quindi, che da suonare con la chitarra sono fantastiche e che vi entreranno in testa per non uscirne più!

Ci siete? Cominciamo!

1. MORE THAN WORDS

Apriamo la nostra lista con questa perla di un gruppo alquanto famoso ad inizio anni novanta, ovvero gli Extreme. Questo brano, “More Than Words”, viene estratto come terzo singolo dall’album “Extreme II: Pornograffitti”, del 1991, e si presenta come la classica ballad confidential, in cui il testo racconta di una passione travolgente verso una lei, che non si può spiegare e che riesce ad andare oltre alle parole, “more than words”, appunto.

In realtà la canzone risulta tutt’altro che banale, sia per quanto riguarda la struttura armonica, che per la sua esecuzione.

Il pezzo originariamente si presenta in tonalità di Fa# Maggiore, che consigliamo vivamente di alzare di mezzo tono, così da portarla a un più comodo Sol Maggiore: otterrete, in questo modo, una sonorità molto aperta e chitarristicamente assolutamente godibile!

La struttura del brano risulta essere divisa in tre parti: la prima è formata dagli accordi Sol – Do – La Minore7 – Re – Sol, la seconda Mi Minore – La Minore7 – Re – Sol7 – Do – Do Minore – Sol – Mi Minore – La Minore7 – Re, mentre il ritornello da Sol – Si Minore7 – Mi Minore – Do – La Minore7 – Re – Sol.

La cosa molto interessante da segnalare, però, è il modo particolare in cui il brano va suonato: per ottenere una resa davvero fedele all’originale, bisogna “strappare” ogni accordo con le dita e poi dare un colpo sulla buca, sempre utilizzando sempre la mano destra.

Non sarà facile all’inizio, ma riuscire ad eseguire questo brano vi farà fare un enorme salto di qualità chitarristico!

2. DANIEL

Altra assoluta meraviglia è “Daniel”, brano di Elton John del 1973 contenuto nel celeberrimo album “Don’t Shoot Me I’m Only The Piano Player”.

La canzone racconta di un veterano della guerra del Vietnam che, rimasto cieco, prende un aereo per la Spagna per fare poi ritorno alla propria casa. Nonostante sia stato molto spesso interpretata come una canzone che descrive un amore omosessuale, in realtà la storia di Daniel viene narrata dal fratello o comunque da un amico fraterno, come si evince chiaramente nel ritornello “Daniel my brother, you’re older than me…”.

La canzone è molto “comoda” anche dal punto di vista chitarristico, essendo in tonalità di Do Maggiore: nella strofa gli accordi sono Do – Re Minore7 – Sol – Mi7 – La Minore – Fa – Sol – La Minore – Fa – Sol – Do, mentre nel ritornello troviamo sempre lo stesso giro di accordi, solamente un po’ rigirato: Fa – Do – Fa – Do – La Minore – Fa – Fa Minore – Do – Re Minore7 – Sol – Do.

Anche questa una canzone da ascoltare, riascoltare e imparare e di cui innamorarsi perdutamente!

3. YOU’VE GOT A FRIEND

Un’altra canzone che vale senza ombra di dubbio la pena di riscoprire è questa del 1971, firmata da una grandissima cantautrice, Carole King, una voce storica della musica americana.

In realtà nello stesso identico anno viene pubblicata una cover del brano ad opera di James Taylor ed è soprattutto questa versione che vogliamo invitarvi ad ascoltare: senza nulla togliere al pezzo originale, nel riadattamento di Taylor la chitarra ha un ruolo determinante, predominante e ci si può davvero sbizzarrire!

Il testo è un bellissimo inno all’amicizia, da vivere come scudo e riparo nei momenti difficili che la vita inevitabilmente comporta.

La tonalità della versione di James Taylor è il La Maggiore ed è un ottimo esercizio per tutti quei chitarristi che vogliono entrare un po’ più nel dettaglio della tecnica fingerstyle, basta ascoltare come l’esegue lui e provare, nel nostro piccolo, a riprodurla!

4. HERE, THERE AND EVERYWHERE

Un altro inno all’amore è la “Here, There and Everywhere”, firmata dalla premiata ditta Lennon-McCartney e considerata addirittura una delle più belle canzoni di tutti i tempi.

Il risultato, effettivamente, è davvero notevole, sia dal punto di vista testuale che da quello musicale. Su un testo ispirato, che racconta di come il protagonista senta la disperata esigenza di avere sempre intorno la persona che ama, Paul McCartney disegna una struttura armonica astuta e niente affatto banale.

Il pezzo ruota attorno a due tonalità, quella di Sol Maggiore e la relativa maggiore della sua parallela minore, ovvero il Si Bemolle Maggiore. Da notare, poi, anche un interessantissimo passaggio in Fa# Minore, che risolve nella relativa minore della tonalità iniziale, il Sol Maggiore.

Nella prima tonalità, gli accordi sono: Sol – La Minore7 – Si Minore 7 – Do – Fa# Minore7 – Si7 – Mi Minore7 – La7 – La Minore7 – Re, mentre quando modula al Si Bemolle, troviamo Si Bemolle – Sol Minore – Do Minore – Re7 – Sol Minore – Do Minore – Re 7 che poi ritorna al Sol Maggiore iniziale.

Insomma, anche questo un brano tutto da imparare e da amare e che siamo sicuri riuscirà a scaldare un po’ questi giorni tetri!

5. THE SOUND OF SILENCE

Iconico brano del duo Simon&Garfunkel, si tratta di una ballad a cui è legato un aneddoto piuttosto curioso: leggenda narra che il brano sia stato dedicato da Paul Simon al ricordo dell’assassinio di John Kennedy, avvenuto un anno prima della pubblicazione, nel 1963.

La canzone, in realtà, è molto più probabilmente un inno all’incapacità che l’uomo ha spesso di comunicare, utilizzando un ossimoro anche all’interno del titolo stesso.

La tonalità originale della canzone è il Mi Bemolle Minore: per renderla più fruibile sulla chitarra, si può abbassare di mezzo tono, passando così ad un più comodo Re Minore.

Gli accordi sono pochi e facili, che si ripetono in una struttura circolare: Re Minore – Do – Re Minore – Si Bemolle – Fa – Si Bemolle – Fa – Si Bemolle – Fa – Re Minore – Do – Re Minore, da eseguire rigorosamente arpeggiati!

Nel caso in cui voleste una versione ancora più facilitata, si può passare alla tonalità di Do Maggiore, con gli accordi La Minore – Sol – La Minore – Fa – Do – Fa – Do – Fa – Do – La Minore – Sol – La Minore.

6. TEARS IN HEAVEN

Di questo meraviglioso brano targato Eric Clapton, abbiamo già scritto in qualche articolo precedente, ma vale sempre la pena di ritirarlo fuori dal cassetto.

La canzone, composta nel 1992 e pubblicata nel disco “Unplugged” racconta di un evento straziante, ovvero la scomparsa del figlio di quattro anni, Conor, caduto, nel 1991, per fatalità dal balcone dell’appartamento in cui Clapton viveva. La traduzione del titolo, infatti, significa proprio “Lacrime in Paradiso”.

Musicalmente, è basata su un arpeggio in tonalità di La maggiore, che lo ha reso un evergreen e un vero e proprio cavallo di battaglia per moltissimi chitarristi acustici: il pezzo, infatti, è perfetto per essere eseguito in fingerstyle, proprio per la sua struttura e per come lo stesso Eric Clapton lo esegue nella versione originale.

Insomma, uno di quei brani che lasciano un “prima” e un “dopo”: è probabile che la vostra vita di chitarristi sarà scandita da un “prima di Tears in Heaven” e da un “dopo Tears in Heaven”.

7. SHE’S ALWAYS A WOMAN

Questa canzone è in assoluto una delle nostre preferite: una ballad romanticissima da dedicare alla propria fidanzata o compagna: in tutto quello che lei fa, per il protagonista “she’s always a woman to me”, ovvero rimane sempre e comunque una donna per me, la mia donna.

Brano firmato da Billy Joel e contenuto nell’album “The Stranger” del 1977, uno dei dischi più venduti nella storia della musica, con oltre dieci milioni di copie nei soli Stati Uniti.

Essendo Billy Joel un grandissimo pianista, come in moltissime altre sue canzoni, anche in questo caso lo strumento predominante è il pianoforte: tuttavia, secondo noi anche suonata con la chitarra, utilizzando la tecnica dell’arpeggio, può uscire una vera e propria bomba!

La tonalità è il Mi Bemolle Maggiore, non proprio delle più comode, ma ecco che in questo caso torna utile rispolverare il capotasto mobile: posizionatelo al primo tasto e si potrà comodamente suonare il pezzo in Re Maggiore.

Nella strofa, gli accordi sono Re – Sol – Re – Mi Minore – Re – La – Re – La – Fa# – Si Minore – Sol – La.

Nel ritornello, invece, dopo un inizio in Si Minore con Si Minore – Mi7 – La – Re – Sol – La – Re il brano modula in Do Maggiore, con un Re Minore7 di passaggio: Re Minore7 – Sol7 – Do – Fa – Si Bemolle – Mi7 – La, prima di un La7 che riporta in Re: ovviamente, tutto il pezzo andrebbe eseguito arpeggiato seguendo la linea tenuta del piano e questo non lo rende semplicissimo.

Cosa aggiungere su questa canzone… Vi basterà ascoltarla una volta per innamorarvene!

8. HOTEL CALIFORNIA

Successone incredibile degli Eagles del 1976, è un brano basato fondamentalmente su pochi accordi, in tonalità di Si Minore.

Nella strofa, gli accordi che si ripetono sono sempre Si Minore – Fa# – La – Mi – Sol – Re – Mi Minore7 – Fa#.

Il ritornello ripete sempre le stesse posizioni, solo ordinate in modo diverso: Sol – Re – Fa# – Si Minore – Sol – Re – Mi Minore7 – Fa#.

Il testo è dichiaratamente un riferimento alla “bella vita” e allo spirito di autodistruzione dell’industria musicale, prevalentemente sita proprio a Los Angeles, in California.

La canzone, inoltre, si contraddistingue anche per l’assolo finale, all’ottavo posto della Top 100 Guitar Solo, che in realtà si sdoppia in due parti differenti: la prima, come l’introduzione arpeggiata, è eseguita da Don Felder, mentre la seconda da Joe Walsh.

Certo, non è una parte solista particolarmente semplice, ma chi vuole può buttarsi e provare a impararla!

9. FATHER AND SON

Bé, cosa dire di questo brano che non sia già stato detto, scritto, ripetuto mille volte…

Questa è una piccola deroga che ci dovete concedere: sicuramente il pezzo non ha bisogno in alcun modo di essere riscoperto, però proprio non potevamo evitare di inserirlo in questa lista.

Father and Son” di Cat Stevens, è in assoluto una delle canzoni più popolari della storia della musica: il testo è strutturato sotto forma di dialogo tra un padre e un figlio, che si confrontano, collocati ai due estremi di un’esistenza.

La saggezza e i consigli spassionati del genitori si contrappongono all’irruenza, l’incoscienza e l’entusiasmo del giovane, che sente forte il desiderio di realizzare il proprio progetto di vita.

Dal punto di vista musicale e chitarristico, il pezzo è un autentico cioccolatino: l’intro è basato su un passaggio tra Sol e Do e suonando poi le note Do (primo tasto, seconda corda) – Sol (terzo tasto, prima corda) e Do – La (quinto tasto, prima corda).

Pochissimi gli accordi e molto facili: siamo in tonalità di Sol Maggiore e troviamo Sol – Re – Do – La Minore – Sol – Mi Minore – La Minore7 – Re.

Questo giro si ripete per tutta la durata del brano: molto semplice dunque e adatto a tutti, anche a coloro che stanno compiendo i primi passi con la chitarra.

10. OUR HOUSE

Chiudiamo con questa piccola perla di un supergruppo musicale tra i più importanti ad inizio anni settanta, ovvero Crosby, Stills, Nash and Young.

Il brano è una dedica che l’autore, ovvero Graham Nash ha fatto alla sua compagna di allora, la celeberrima cantautrice Joni Mitchell: la storia narra che un giorno i due fossero insieme a fare acquisti, quando la Mitchell comprò una piantina da portare nella loro casa, alla quale Nash consigliò di aggiungere dei fiori.

Da questo semplice gesto scaturì l’incipit della canzone “I’ll light the fire, you put the flowers in the vase that you bought today…”. Il brano è una tenerissima descrizione di scene di vita domestica quotidiana, in cui la casa in cui i due innamorati convivono diventa rifugio e riparo dal mondo esterno, un luogo in cui isolarsi dal resto del mondo.

La tonalità è quella di La Maggiore: la struttura del brano è in realtà una scala discendente partendo dalla nota di La. Gli accordi sono: La – (basso di Sol#) – Fa# Minore – (basso di Mi) – Re – Do# Minore7 – Si Minore7 – Mi.

Una canzone splendida e soprattutto molto emblematica di questi tempi: auguriamo a tutti a voi di avere qualcuno a cui dedicare queste splendide parole, in questi giorni di forzata quarantena!

E voi, avete altri consigli chitarristici su come passare questi giorni? Ci sono altre perle straniere che vorreste consigliarci? Scrivetecelo nei commenti qui sotto!

Tornate a trovarci presto su impararelachitarra.com per tanti contenuti sulla nostra più grande passione: la chitarra!

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