Catena di effetti per chitarra, qualè il giusto ordine per un grande sound?

Finalmente, dopo tanto tempo, ti sei deciso: è arrivato il momento di assemblare la tua prima pedaliera, con tutti gli effetti che più ti piacciono e che vuoi avere per rendere il tuo sound assolutamente unico ed inconfondibile!

Noi di impararelachitarra.com, ci siamo occupati in diverse circostanze degli effetti per chitarra elettrica. Come abbiamo più volte detto, ogni pedale possiede delle proprie caratteristiche sia a livello sonoro che di utilizzo, che lo rendono unico e diverso dagli altri.

Per esempio, in questo articolo abbiamo parlato dei principali effetti per chitarra elettrica, elencandone caratteristiche, utilizzi e particolarità sonore.

Quello su cui però non ci siamo mai soffermati più di tanto, è una domanda molto frequente per i chitarristi che decidono di assemblare la loro prima pedaliera: quale il giusto ordine per i miei effetti?

Un pedale messo prima di un altro, può rendere un grande sound mediocre e, naturalmente, viceversa, pertanto è qualcosa di estremamente delicato e da trattare con grande attenzione.

In questo articolo, dunque, vogliamo proprio analizzare questo punto: in quale ordine devo collocare i pedali nella mia pedalboard?

Scopriamolo insieme!

Innanzitutto una premessa: consigliamo sicuramente, nei limiti del consentito, di sperimentare, in quanto invertendo alcuni pedali con altri, si possono scoprire differenze sonore che, per alcuni chitarristi, possono risultare piacevoli anzi, talvolta è proprio grazie all’inversione di certi pedali che escono i suoni più caratteristici.

La catena di effetti è, in poche parole, l’ordine con cui un segnale viene processato e determina in maniera netta le sonorità di un determinato timbro chitarristico.

Ogni catena di effetti parte sempre dallo strumento e quindi, in questo caso, dalla chitarra.

Consigliamo sempre di iniziare agendo sul segnale pulito e quindi per questo partire dall’effetto wah wah. Il pedale wah wah deve il suo nome al fatto che il suo suono ricorda molto il pianto di un bambino, e modifica il suono dello strumento tramite un cambio graduale di tono tra acuti e bassi, grazie al potenziometro azionato dalla spinta del piede.

E’ un effetto molto utilizzato, che per le sue caratteristiche è sempre meglio porre all’inizio della catena.

Dopo il wah wah, ecco che andiamo a comprimere il suono prima di agire sulle distorsioni e, per questa ragione, consigliamo di utilizzare il compressore che, come dice la parola stessa, ha il compito di comprimere il segnale e i picchi, riducendone la gamma dinamica.

Dopo il compressore, arriva la sezione di distorsione, composta da overdrive e distorsore, pedali che non hanno bisogno di troppe presentazioni, essendo probabilmente tra i più noti: sono quelli che sporcano il suono pulito, che lo distorcono. L’overdrive, a differenza del distorsore, è meno duro, tagliando maggiormente le frequenze ed avendo meno armonici.

Subito dopo la sezione dei pedali di distorsione, se possiedi il pedale del vibrato, questo è il momento giusto per inserirlo.

Il vibrato, in sostanza, risulta essere una variazione di frequenza più o meno marcata: è una modulazione di frequenza e sulla chitarra ce ne possono essere di vario tipo, che appunto spieghiamo nell’articolo.

Dopo il pedale del vibrato, arrivano gli effetti di modulazione, come il chorus, il flanger e il phaser.

Questa serie di pedali, hanno appunto il compito di modulare il segnale, in differenti modi.
Il chorus, per esempio, crea un piccolo ritardo nel segnale, sfasandolo, e creando un effetto che risulta quasi un insieme di chitarre, appunto un “coro”.

Il flanger mescola segnali originale e ritardati, arrivando a ricordare le sonorità di alcuni velivoli, come gli aerei e gli elicotteri.

Il phaser, invece, risulta più simile al pedale flanger, aggiungendo ai segnali ritardati e originali, altri segnali intermedi.

La sesta sezione è quella degli effetti di volume, e qui possiamo collocare il tremolo e il pedale volume.

Il tremolo è una modulazione di ampiezza del segnale, quindi una variazione di volume più o meno veloce, mentre il pedale del volume viene di solito posto dopo gli effetti di distorsione, così da funzionare come master generale del volume, senza interrompere le code degli effetti di ambiete che verrano posizionati successivamente.

In alternativa, il pedale del volume può essere posto anche all’inizio della catena di effetti, arrivando così ad avere la stessa funzione del volume della chitarra.

Alla fine della nostra catena, troviamo poi gli effetti di ambiente, come il delay e il riverbero.

Il delay ha il compito di registrare un suono e di riprodurlo in ritardo, un ritardo che può variare anche in base alle impostazioni presenti sul pedale stesso.

Il riverbero invece conferisce spazio e profondità al suono, fornendo all’ascoltatore “indizi” ed informazioni sul luogo da cui il suono può provenire e di solito le possibilità sono davvero molte, passando dalla simulazione di ambienti naturali, fino alle grosse sale da concerto.

Lo sappiamo, non è facile ricordare tutto questo malloppo di roba, proviamo allora a ricapitolare velocemente:

Chitarra —> Wah wah —> Compressore —> Sezione distorsione: distorsore e overdrive —> Vibrato —> Effetti di modulazione: chorus, flanger, phaser —> Effetti di volume: tremolo, pedale del volume —> Effetti di ambiente: Delay, reverbero.

Ovviamente questi sono solamente i pedali principali che possono far parte della tua pedaliera, ma potrebbero essere anche molti di più!

Per cominciare, comunque sono più che sufficienti ma, ovviemente, dipende sempre dal suono che tu hai in testa e che vorresti ottenere!

Torna a trovarci presto su impararelachitarra.com e, come sempre, buon divertimento!

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