5 nozioni di teoria musicale che ogni principiante dovrebbe conoscere

Tra tutte le cose che comporta il poter essere definito “musicista”, a qualunque livello si decida di farlo, quindi anche se il tuo obbiettivo è semplicemente quello di strimpellare canzoni per divertirti da solo o con amici, non c’è però soltanto l’aspetto puramente tecnico da considerare. Per quanto bravo, virtuoso o raffinato tu possa essere quando suoni la chitarra, è assolutamente indispensabile avere un bagaglio di nozioni teoria musicale per chitarra che vanno per imparate.

Non spaventarti, quelle che prenderemo in considerazione in questo articolo sono davvero semplici, le possiamo definire “nozioni di teoria musicale applicata alla chitarra spiegate in parole semplici“.

Tutto questo per svariate ragioni: la prima è sicuramente quella che un musicista, che sia chitarrista, violinista o quello che preferisci, non può essere “teoricamente ignorante”: deve sapere leggere e scrivere la musica e deve riuscire ad interagire e colloquiare con altri musicisti, essendo sicuro e consapevole di quello che sta dicendo.

Secondariamente, scoprirete che avere buone basi teoriche, vi aiuterà moltissimo anche nell’aspetto pratico del vostro strumento. Attento, non stiamo parlando di argomenti tecnici chitarristi, ma proprio di nozioni musicali a 360° gradi, che, appunto, riguardano la musica in generale e i suoi sviluppi maggiormente “teorici”.

Quindi potrai applicare i concetti di teoria musicale sugli accordi, sulle scale che andrai a suonare con la chitarra, ecc…

In questa lezione, ti voglio appunto parlare di questo andando ad elencare 5 nozioni di teoria base musicale generali, applicabili sia alla chitarra acustica che elettrica e che ritengo fondamentale e che penso possano tranquillamente essere attuabili anche all’atto pratico sullo strumento.

Certo, le cose da sapere sono davvero tante e, come dice il famoso detto “Non si finisce mai di imparare” di cose da sapere ne rimarranno ancora molte. Credo però che dopo aver letto questo articolo, sicuramente sarai più consapevole di quello che stai facendo, anche a livello pratico.

In poche parole, avrai ampliato il tuo bagaglio musicale! (nel caso tu non conosca questi argomenti)

Sei pronto? Partiamo!

L’ALFABETO MUSICALE

Esattamente come in ogni lingua che si rispetti, anche la musica ha un proprio linguaggio. Lettere, che serviranno a formare parole da inserire poi in un discorso, musicale naturalmente. Le lettere della musica sono le note.

Come nella lingua italiana le lettere dell’alfabeto sono 26, nella musica ne abbiamo poco meno della metà, ovvero 12 note. Sì, avete capito bene: non sette, come molti dicono, ma dodici.

Le note che possiamo trovare, infatti, sono:

Do – Do# – Re – Re# – Mi – Fa – Fa# – Sol – Sol# – La – La # – Si – (Do)

TONI E SEMITONI

Prima abbiamo scritto che le note sono dodici e non sette. Come mai? Non siamo pazzi, tranquilli! Il fatto che il numero aumenti da sette a dodici è dovuto alla presenza dei semitoni.

Ma cosa sono i toni e i semitoni?

Il semitono è l’intervallo più piccolo che può esistere tra due suoni di una scala musicale.

Ad esempio, Do e Do# sono appunto separati da un intervallo leggermente inferiore al tono, chiamato appunto semitono.

E il tono invece?

Il tono è l’intervallo appena più grande, formato dall’unione di due semitoni: Do e Re, ad esempio, sono a distanza di un tono tra loro.

Nella scala musicale maggiore, gli intervalli sono i seguenti:

TONO – TONO – SEMITONO – TONO – TONO – TONO – SEMITONO

Se pensiamo infatti alla tradizionale filastrocca Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si – Do, si può notare chiaramente come tra Do e Re ci sia un tono, così come tra Re e Mi. Il primo semitono arriva proprio tra Mi e Fa, poi altri tre toni interi fino al semitono Si – Do.

Come li identifichiamo però sulla chitarra? Il manico della chitarra è diviso in tasti: ogni volta che spostiamo il dito di un tasto, cresciamo di un semitono.

Ecco un esempio pratico: come sicuramente saprai, la seconda corda della chitarra, suonata a vuoto, produce la nota di Si. Mettendo un dito nel primo tasto, suonerò la nota Do, nel secondo tasto la nota Do#, nel terzo un Re e via dicendo.

LE NOTE DI UN PENTAGRAMMA MUSICALE

Il pentagramma è un po’ il quaderno su cui poter scrivere le nostre lettere dell’alfabeto musicale. E’ composto da cinque righe, chiamati righi e quattro spazi. Le note sui righi sono Mi – Sol – Si – Re – Fa, quelle negli spazi Fa – La – Do – Mi

Le note sui righi e negli spazi sono la base della lettura musicale, ed è importantissimo che impariate bene e a memoria la loro sequenza, vi tornerà utilissima!

I DIESIS E I BEMOLLE

Nel punto precedente abbiamo accennato ai diesis e ai bemolli. Ma cosa sono, più precisamente? Esistono infatti dei segni, noti anche come alterazioni, che possono “alzare” o “abbassare” le note stesse.

Queste alterazioni sono chiamate diesis (#) e bemolli (b) e ti capiterà di trovarli davvero frequentemente nel corso della tuo percorso musicale. Quando troviamo questi due simboli, significa che la nota in questione va abbassata o alzata di un semitono.

Ecco spiegato uno dei motivi per cui le note che possiamo trovare non sono sette, bensì dodici. I diesis e i bemolli corrispondono ai tasti neri del pianoforte, ad esempio!

Riproponiamo adesso la sequenza di note scritta prima:

Do – Do# – Re – Re# – Mi – Fa – Fa# – Sol – Sol# – La – La # – Si – (Do)

Le note con i diesis, possono anche essere scritte con i bemolli della nota successiva. Cosa significa in pratica? Significa che ogni nota alterata con un diesis, corrisponde a quella successiva alterata col bemolle.

In poche parole, posso scrivere la sequenza di prima anche così:

Do – Reb – Re – Mib – Mi – Fa – Solb – Sol – Lab- La – Sib – Si – (Do)

Per il discorso fatto prima, ad esempio Do# e Reb sono la stessa nota, così come Re# e Mib. Queste informazioni vi torneranno sicuramente utili quando troverete sugli spartiti degli accordi diesis o bemolli che non conoscete!

SEMITONO TRA MI-FA E SI-DO

Se hai prestato attenzione alle note scritte precedentemente, ti sarai accorto di un piccolo particolare. Facci caso: dopo il Do, arriva il Do#, al Re segue il Re# e poi, d’improvviso, immediatamente dopo il Mi passiamo alla nota Fa. Sposta ora lo sguardo più avanti: al Sol segue il Sol#, dopo il La abbiamo un La# ma ecco che nuovamente, appena dopo il Si si torna subito al Do.

Ci siamo forse sbagliati? No, tranquillo, nessun errore. Nella nostra musica “occidentale” (il discorso cambia, quando parliamo, ad esempio, di musica “asiatica), le note di Mi# e Si# NON ESISTONO!

Così come non esistono nemmeno il Fa bemolle e il Do bemolle.

Quindi l’intervallo di semitono dopo il Mi, non sarà Mi#, bensì Fa. Lo stesso identico discorso si applica anche al Si e al Do.

Attenzione quindi, quando prendi in mano la tua chitarra. Per esempio, sulla quarta corda di Re, al terzo tasto, non troverai il Mi# o il Fa bemolle, ma direttamente il Fa. Stessa cosa possiamo dire della quinta corda di La: al terzo tasto, troviamo un Do, e non un Si# o un Do bemolle.

Siamo arrivati alla fine di questa nostra guida! Con queste poche e semplici nozioni teoriche per chitarra, sarai sicuramente in grado di padroneggiare meglio lo strumento, oltre naturalmente ad una maggiore cultura musicale che vi aiuterà a districarvi in molte delle situazioni che vi potranno capitare…

A presto e buon divertimento!

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