Le cadenze

In un sistema tonale, abbiamo una cadenza quando la progressione di due o piu’ accordi tende a risolversi sull’accordo costruito sulla fondamentale della tonalità (sia che vi risolva realmente o, semplicemente, ne sottintenda la risoluzione).

Vediamo i tipi di cadenze principali, con i loro nomi ripresi dalla teoria classica.

CADENZA PERFETTA. (V – I)

Si ha una cadenza perfetta o semplice nella passaggio dal V grado (accordo di dominante) all’accordo fondamentale della tonalità. Come suggerisce il nome, essa è la cadenza per eccellenza, in quanto il quinto grado di dominante ha una fortissima tensione che si risolve completamente con il passaggio al primo.

Vediamo alcuni esempi di cadenza semplice in tonalità di Do maggiore:

Sol-Do (quindi con le triadi dei due gradi).

Sol7-Do (con il quinto grado di dominante).

Sol7/9-Do.

CADENZA SOSPESA. (I – V)

E’ esattamente l’inverso della cadenza perfetta, e ha quindi il sound inverso, formando una pausa debole e temporanea.

Per esempio, Do- Sol7

CADENZA PLAGALE (IV – I)

Può essere usata sia da sola sia per rimarcare la risoluzione di una cadenza perfetta. Come quest’ultima, infatti, la cadenza plagale risolve una tensione sulla tonica, pur con meno incisività.

Può essere preceduta dal VI o dal I grado.

Per esempio in Mi maggiore: La – Mi.

CADENZA EVITATA (V – V)

Come suggerisce il nome, questa cadenza “evita” di risolvere il quinto grado sul primo per passare al quinto grado di una nuova tonalità. Si usa quindi per modulare, e ha un sound totalmente imprevedibile. Per questo, non può essere usata per concludere un brano.

CADENZA COMPOSTA (II – V – I)

Si tratta essenzialmente dell’unione di una cadenza sospesa ad una perfetta, in cui il quinto grado viene però preparato dal secondo grado, in un passaggio armonico lineare.

Es, in Do maggiore : Do, Rem, Sol7, Do.

2 comments

  • Bell’articolo Manuel! Molto utile! Ma devo correggerti per quanto riguarda la “cadenza sospesa” che si ha quando qualunque grado della scala risolve sul V, e sulla “cadenza evitata”, detta anche “falsa cadenza”. Quando un V grado cade su un V di un’altra tonalità si dice solo “modulazione” in quanto si ha un cambio di tonalità, temporaneo o definitivo a seconda che esso venga riconfermato. La “cadenza evitata” avviene solo quando il V grado evita la conclusione sul I, risolvendo invece sul VI grado, destando quindi un effetto di sorpresa nell’ascoltatore. Ovviamente hai ragione a dire che è una cadenza che si può incontrare durante il brano e non alla fine. Es in Do maggiore: Do (I), Sol7 (V), La min (VI).

  • Fede /

    Grazie Manuel. molto utile! thank you

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