Introduzione alla tecnica ed esercizi di base

Cari lettori volevo questa volta iniziare a parlare di quest'altro aspetto importantissimo, ma ci tengo a precisare che NON E' IL PRIMARIO, ovvero LA TECNICA. Per tecnica si intende tutto ciò che ci serve per eseguire un brano o anche una sola frase, i singoli movimenti di entrambe le mani, la postura dell'intero corpo in alcuni casi, i modi per migliorare la precisione del plettro o delle dita di entrambe le mani, la velocità, lo studio dei muscoli utilizzati e dei movimenti scorretti o inutili da eliminare o migliorare come l'escursione del plettro attorno alle corde. Tutto ciò che riguarda l'esecuzione è tecnica compreso addirittura la respirazione!!! Qui di seguito vi spiegherò alcuni metodi iniziali, ma non per questo di scarso valore anzi tutt'ora da me quotidianamente utilizzati, per allenare veramente la tecnica separando gli esercizi in base alla mano su cui stiamo indirizzando la nostra attenzione. ATTENZIONE! clicca qui per scaricare gli esercizi da seguire per questo articolo Mano Destra Ex 1d - Utilizzando l'esercizio 1 allegato e partendo dalla combinazione 1 (1234-4321) pennare la nota di ogni singolo dito 8 volte fino ad arrivare al 9° tasto col dito indice (mignolo al 12°) e tornare indietro fino al primo capotasto, penna (GIU SU GIU SU - GIU SU GIU SU);

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Blues con possibili variazioni

Eccoci qui ancora ad approfondire l’infinito argomento sul blues e su tutte le sue possibili varianti. Analizzeremo a partire da oggi quello che riguarda l’accompagnamento e le sostituzioni armoniche, ed in futuro parleremo anche di ciò che riguarda il fraseggio e di come approcciare l’improvvisazione, le scale usate e consigli creativi e compositivi.

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Oggi parliamo di un chitarrista famoso: Gary Moore

E' sempre difficile dover iniziare a parlare di un grandissimo chitarrista, un virtuoso, ma ancor di più, un estroso poeta capace spesso di stupirci, prima energico e subito dopo dolce e passionale che, lasciandoci, ha quasi portato via un pezzo di cuore che invece, proprio per onorarlo, resiste impavido e rimembra anzi, tutto ciò che di più bello, più emozionante e più passionale ricordo di lui. Ad 8 anni iniziò a suonare con una Framus acustica regalatagli dal padre che era un organizzatore di concerti a Belfast e che lo spronò sempre a portare avanti la passione per la musica. Nonostante la durezza delle corde e la difficoltà nel suonarle che gli scivolavano sotto le dita e, nonostante fosse una chitarra destrorsa, mentre lui era mancino, non mollò mai. Gary Moore è sempre stato un tenace e si appassionò subito al Rock'n'Roll grazie ai Beatles e ad Elvis Presley sino alle sue prime "armi", la prima in questione una Telecaster insieme ad alcune Stratocaster (di cui la più famosa era rosa). Indimenticabile il giorno in cui il suo Maestro e idolo per eccellenza gli concesse di prendersi cura del suo Amore, La Les Paul Standard '59 di Peter Green. Gary Moore è sempre stato considerato un artista molto espressivo e dotato di grandi capacità compositive e tecniche. La sua formazione fu connotata dalla scena musicale delle band e dei chitarristi rock-blues inglesi a partire dagli anni sessanta tra i quali figuravano Jimi Hendrix, John Mayall (Bluesbreakers) e appunto Peter Green (Fleetwood Mac).

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Hai mai sentito parlare del booster? Facciamo una semplice introduzione…

Cari amici lettori, come si può ben capire dal titolo, l'argomento di oggi è l'utilizzo del Booster. E' un argomento molto importante per chi, alle prime armi, ha ancora poche conoscenze dei mitici "pedalini", di come si creano i suoni e di quale sia l'ordine dei "marchingegni infernali" sempre pieni di termini e scritte a spesso sconosciute o che, se tradotte, il più delle volte non ci aiutano a capirne l'utilizzo se non provando a "smanettare" analizzando con orecchio. Quante volte abbiamo letto sulle riviste di chitarra o solamente sentito parlare di Clean Booster o Treble Booster, Bass Booster o semplicemente... Booster??? Magari ci sono sorte milioni di domande sul suo dovuto o corretto utilizzo in base ai generi, al punto del brano in cui utilizzarlo o semplicemente sul perchè utilizzarne uno quando magari alle spalle si ha già un bel suono o un buon amplificatore? Sicuramente bisogna dire che non è obbligatorio utilizzarlo e che però, per poter arrivare a creare determinati effetti o suoni, non si può farne a meno. Dall'inglese il termine "to boost" significa spingere e nel nostro caso, si tratta di SPINGERE IL NOSTRO SUONO ALL'INTERNO DI UN PEDALINO O DI UN AMPLIFICATORE E "GONFIARLO", renderlo più grosso più Ciccione, più Cazzuto se così platealmente si può dire. Esistono vari tipi di Booster come quelli elencati nelle prime righe dell'articolo e hanno la seguente funzione:

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3 accordature particolari per chitarra

A fianco della tradizionale accordature Mi La Re Sol Si Mi, la chitarra può essere suonata anche accordandola in maniera differente, su tutte e sei le corde o solo su alcune di esse, essendo uno strumento semplice che ben si presta a questi “giochi” (a patto di non avere una chitarra con Floyd Rose o simili). Sperimentare accordature alternative può, in varie circostanze, essere uno stimolo per il chitarrista e un incentivo alla sua fantasia, forzandolo ad andare oltre e a superare i pattern e i box ormai radicati nella sua mente. 1) La prima accordatura particolare che vediamo è quella in “Drop D”. Essa, “scordando” una sola corda, ci permette di ottenere interessanti vantaggi. Per accordare la nostra in chitarra in drop D è necessario abbassare la sesta corda da Mi a Re: avremo così il power chord di Re semplicemente suonando la quarta corda (re), la quinta (la) e la sesta (re) a vuoto. Con un mini-barrè su queste tre corde potremo spostare il nostro power chord, ottenendone altri. Il drop D è generalmente e felicemente usato in ambienti heavy metal, soprattutto per il suono piu’ profondo, compatto e potente rispetto ad un power tradizionale.

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Conservare e mantenere una chitarra

In questo articolo vedremo alcuni trucchi per conservare la nostra chitarra in perfetto stato, e alcuni consigli relativi ad essa. Innanzitutto bisogna dire che la chitarra è fatta di legno, e il legno è un materiale altamente sensibile all’umidità e alla temperatura dell’aria. Si consiglia quindi di conservare la chitarra ad una temperatura compresa tra i 17 e i 26 gradi, e ad un’umidità relativa dell’aria tra il 50 e il 60%. Ecco quindi i consigli principali: - Conservare la chitarra in appositi astucci. Evitare quelli morbidi o semirigidi, che la riparano a malapena dall’acqua: investite in un buon astuccio rigido delle dimensioni della vostra chitarra (per evitare che si muova e urti all’interno di esso). - In caso di trasporto su mezzi tendenzialmente pericolosi per una chitarra, quali la stiva di aereo, procurarsi un resistente flight case. - Conservare la chitarra accordata nei periodi in cui si suona regolarmente. In caso di viaggi, o comunque quando non si suona per un periodo di tempo piu’ lungo, allentare le corde e conservarla scordata per evitare che il manico si deformi.

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